Il Commissario Montalbano – Un covo di vipere

Il Commissario Montalbano – Un covo di vipere

 
L’imprenditore Cosimo Barletta viene ucciso da un colpo di pistola alla testa mentre sta facendo la colazione mattutina nel proprio villino al mare. Durante le indagini vengono scoperte una ventina di buste contenenti fotografie di giovani ragazze nude scattate durante le relazioni con Barletta. La vittima era anche un noto strozzino e aveva molti nemici a Vigata. Gli esiti dell’autopsia sul cadavere sono un vero colpo di scena: Barletta in realtà è stato avvelenato con un potente medicinale sciolto nel caffè, mentre lo sparo è avvenuto in un secondo momento. Montalbano intuisce che il crimine è stato commesso da due assassini diversi, che hanno agito quasi contemporaneamente ma all’insaputa l’uno dell’altro. Inizialmente le indagini si concentrano sulle ragazze ricattate dalla vittima, le quali però dispongono tutte di alibi inattaccabili. Nell’ultimo mese però Barletta si era innamorato di una nuova ragazza, a cui aveva donato un’ingente somma di denaro, un’abitazione ed era in procinto – proprio la mattina dell’omicidio – di modificare il proprio testamento, per destinarle tutti i propri averi. Montalbano scoprirà infine che il colpo di pistola venne esploso da Arturo Barletta, figlio diseredato della vittima con gravi problemi finanziari, mentre l’avvelenamento era stato provocato dalla figlia Giovanna, che da tempo intratteneva un rapporto incestuoso col padre ed era perciò gelosa della nuova fidanzata, oltreché timorosa di perdere anch’essa gran parte dell’eredità. A conferma dei sospetti, il vagabondo Camastra, divenuto amico di Montalbano e Livia, racconta di aver assistito al suicidio della moglie di Barletta, gettatasi in mare dopo aver scoperto la tresca tra il marito e la figlia. Poco prima dell’arresto, Giovanna si suicida con lo stesso veleno usato per il padre e lasciando una lettera.

 


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